La circolazione dei beni culturali nel diritto internazionale privato e comunitario

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La circolazione dei beni culturali nel diritto internazionale privato e comunitario

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1996, ESI, Napoli
ISBN-13: 978•88•8114340•8

Sommario:

l beni culturali, in ragione del valore non meramente economico che essi rivestono e dell’interesse di ciascuno Stato a preservarne l’appartenenza al proprio patrimonio nazionale, non possono essere sottoposti allo stesso regime di circolazione applicabile agli altri beni mobili che pure sono oggetto di scambi transfrontalieri. Questo comporta un differente statuto della proprietà, con riflessi anche sul piano del diritto internazionale privato.
In considerazione del numero sempre crescente di furti, spogli ed esportazioni illecite di opere d’arte, varie istituzioni internazionali si sono interessate della questione, predisponendo studi,risoluzioni, progetti e testi di convenzioni sulla protezione di queste opere e sulla loro restituzione in caso di illecito trasferimento all’estero, tra i quali spicca la convenzione varata dal Unidroit nel 1995. Un efficace meccanismo di tutela è stato messo a punto in ambito comunitario, con l’emanazione del Regolamento CEE 3911/92 sull’esportazione dei beni culturali e della Direttiva CEE 93/7 sulla restituzione in caso di trasferimento illecito. Questi strumenti sono volti a contemperare il principio di libera circolazione delle merci con l’esigenza di salvaguardia del patrimonio culturale degli Stati membri, esigenza ribadita dal Trattato di Maastricht che ha inserito la cultura tra le politiche comunitarie. La loro attuazione nell’ordinamento italiano comporta la revisione della normativa vigente in materia, risalente ancora, per la maggior parte, alla prima metà di questo secolo.