L’articolo 3 della CEDU come strumento di tutela degli stranieri contro il rischio di refoulement

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L’articolo 3 della CEDU come strumento di tutela degli stranieri contro il rischio di refoulement

IMMIGRAZIONE: A LAMPEDUSA IN NOTTATA ALTRI 310 CLANDESTINI

Tratto da:

Diritti, principi e garanzie sotto la lente dei giudici di Strasburgo
Collana Studi e Ricerche del Dipartimento di Diritto Pubblico, volume 2
a cura di Luisa Cassetti
2012, Jovene Editore, Napoli

pp. 223-246
E-ISBN: 978-88-243-2118-1

Sommario:

Le norme della CEDU, pur contenendo alcune salvaguardie specifiche in relazione agli stranieri, tuttavia non tutelano espressamente gli stranieri contro il rischio di refoulement, né tantomeno prevedono il diritto d’asilo. Il saggio mette in evidenza come la Corte Europea dei Diritti dell’uomo abbia ricavato il fondamento normativo dell’obbligo di non-refoulement partendo dal testo dell’art. 3 – che accoglie il divieto di tortura e di trattamenti inumani e degradanti – ampliandone gradualmente la portata e finendo per comprimere in modo sostanziale il tradizionale margine di apprezzamento riconosciuto agli Stati in materia di ingresso e di allontanamento degli stranieri dal proprio territorio.

Quindi, dopo aver svolto un’analisi ricostruttiva puntuale di tale giurisprudenza, viene fatta una valutazione dell’atteggiamento dello Stato italiano che, in nome della lotta al terrorismo internazionale e all’immigrazione clandestina, ha adottato provvedimenti non sempre conformi agli obblighi di nonrefoulement che vincolano il nostro Paese in quanto parte della CEDU e degli altri strumenti internazionali che lo contemplano.

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